Con l’archiviazione delle accuse a Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi per le stragi del 1993 è stata smontata l’ultima balla sul dossier mafia. La chiusura di un capitolo attesa da tempo da Marina Berlusconi: "Tutto questo accanirsi su una tesi insensata - cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia - ha alimentato trent'anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali".
Come evidenziato dalla figlia del Cavaliere, "la verità storica è totalmente diversa”: “Mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia". Ma non è tutto. Marina Berlusconi ha posto l’accento anche su un altro aspetto: "È la sesta volta che l'assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei Pubblici ministeri. È un risultato che non stupisce, visto che parliamo di un teorema giudiziario e mediatico costruito non con il cemento delle prove, ma con il fango del pregiudizio ideologico".
I fatti parlano chiaro: come rimarcato dalla presidente di Fininvest, "sono stati i governi Berlusconi a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali". La realtà è cristallina, ha aggiunto: “Tutto il resto è una vergognosa e illogica mistificazione che, oltre ad aver rappresentato un gravissimo spreco di tempo e risorse per il nostro Paese, ha avvelenato la vita di uno dei suoi protagonisti. Ora che mio padre non c'è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? La mia speranza, oggi, è che sia davvero l'ultima volta che mi trovo costretta a sollevare pubblicamente queste domande. Di certo, dentro di me, non smetterò mai di pormele. Perché il tempo passa, ma la cicatrice dell'ingiustizia resta per sempre".
Ma c’è un altro dettaglio che non passa inosservato a proposito dell’archiviazione dell'inchiesta sulle stragi di mafia del 1993: "Stupisce che il decreto di archiviazione del Tribunale di Firenze risalga a gennaio e che se ne sappia qualcosa soltanto oggi. Viene da chiedersi: se l'esito fosse stato opposto, per leggerlo sui giornali ci sarebbero voluti cinque mesi o sarebbero bastate cinque ore, se non cinque minuti?".
Barbara Berlusconi: "Oggi la verità crolla addosso agli accusatori di mio padre"
"Oggi la verità crolla addosso agli accusatori di mio padre. Per mettere in piedi processi basati su accuse assurde e inverosimili è stata spesa inutilmente una quantità enorme di soldi pubblici", le parole di Barbara Berlusconi. "Il Tribunale di Firenze - aggiunge la terzogenita di Silvio Berlusconi - mette finalmente la parola fine anche a questo teorema. L'archiviazione conferma la totale estraneità di mio padre alle stragi del 1993 e restituisce verità alla sua memoria dopo decenni di accuse, insinuazioni e fango". "Alle vittime della mafia va il mio rispetto assoluto - dice ancora Barbara Berlusconi -. La verità e la giustizia meritano serietà, non costruzioni mediatiche o giudiziarie".

