L'urologia sta vivendo negli ultimi anni una trasformazione senza precedenti, ponendosi come disciplina pioniera nell'adozione di tecnologie di punta che stanno riscrivendo i protocolli di cura. Quella che un tempo era una chirurgia fatta di ampie incisioni e lunghi decorsi post-operatori, oggi è diventata una pratica di estrema precisione, in cui il chirurgo non si limita a operare, ma coordina un ecosistema digitale avanzato in cui robot, AI e telementoring si integrano per offrire ai pazienti le cure più avanzate e personalizzate possibili. Ne parliamo con il dottor Riccardo Galli, urologo dell’Unità di Urologia del Policlinico San Marco, struttura del Gruppo San Donato in provincia di Bergamo, in cui questo ecosistema è già realtà.
«La chirurgia robotica, da anni, è diventata il pilastro per il trattamento dei tumori urologici. Nel caso del tumore alla prostata, la visione 3D ad alta definizione e la manovrabilità millimetrica degli strumenti permettono una dissezione accurata, fondamentale per risparmiare i delicati fasci nervosi responsabili della continenza urinaria e della funzione erettile», afferma il dottor Riccardo Galli. «Similmente, nel trattamento del tumore renale, la robotica ha reso la nefrectomia parziale, cioè la rimozione del solo tumore preservando il rene sano, la procedura d'elezione. Grazie alla precisione del sistema, infatti, è possibile minimizzare il tempo di ischemia (ovvero l’interruzione del flusso sanguigno) e massimizzare la conservazione della funzione d'organo, garantendo al contempo perdite di sangue ridotte e un recupero rapidissimo», continua l’esperto. La vera frontiera attuale, anche nell’ambito della chirurgia urologica, oggi è l'integrazione dell'Intelligenza artificiale (AI) nel percorso clinico, come sottolinea il dott. Galli: «L'AI non sta solo migliorando l'atto chirurgico, ma sta trasformando l'intera gestione del paziente, dalla diagnosi alla prognosi. In particolare, modelli di machine learning sono oggi in grado di utilizzare modelli multimodali che integrano dati provenienti da fonti diverse, come immagini radiologiche, vetrini patologici e dati clinici. Questa capacità permette di ottenere un quadro molto più accurato del rischio specifico del paziente, aumentando sensibilmente l’accuratezza diagnostica».
«Inoltre, attraverso l'analisi di enormi database, l'AI aiuta a creare "digital twins", ovvero dei gemelli digitali dei pazienti (dei prototipi virtuali adibiti a simulazioni, ndr) per prevedere l'efficacia di un trattamento prima ancora di iniziarlo, personalizzando la strategia terapeutica in base alle caratteristiche individuali. Anche durante un intervento l'AI può supportare il chirurgo nella navigazione anatomica, identificando in tempo reale strutture vascolari complesse o margini tumorali, riducendo ulteriormente il rischio di complicanze» spiega l’urologo dottor Galli. In questo scenario di rapida evoluzione, la formazione e il supporto tecnico diventano cruciali. La chirurgia urologica non è più un atto isolato, ma una pratica connessa. Il telementoring rappresenta una realtà clinica consolidata che permette agli esperti di guidare i colleghi a distanza, superando le barriere geografiche, come approfondisce il dott. Galli: «Oltre a essere dotati di una delle più moderne piattaforme di chirurgia robotica, al Policlinico San Marco disponiamo di un sistema avanzato di telementoring. Come centro di riferimento, questa tecnologia ci permette di assistere in tempo reale colleghi in fase di apprendimento, non solo nella chirurgia robotica, ma in particolare nella chirurgia laser della prostata. Attraverso una connessione sicura e la condivisione di immagini ad alta risoluzione, possiamo guidare ogni fase dell'intervento a distanza, garantendo che i massimi standard di sicurezza e precisione siano mantenuti anche al di fuori delle nostre mura. Questa democratizzazione della competenza chirurgica assicura che un numero sempre maggiore di pazienti possa beneficiare di trattamenti mini-invasivi di alta qualità, indipendentemente da dove si trovi l'équipe operante». Il connubio tra robotica, intelligenza artificiale e telepresenza sta delineando un'urologia sempre più "su misura": la robotica rende ancora più preciso il gesto chirurgico, l'AI potenzia il giudizio clinico fornendo strumenti analitici che permettono di passare da un approccio "uguale per tutti" a strategie terapeutiche individuate e basate sull'evidenza dei dati. Il telementoring garantisce la "presenza" e l'esperienza del supervisore, abbattendo le barriere geografiche e accelerando l'apprendimento di tecniche complesse. In questo percorso, il Policlinico San Marco di Zingonia si conferma in prima linea, investendo non solo in macchinari, ma nella condivisione del sapere per il bene ultimo del paziente.

