Stretta europea per l’indipendenza dalle big tech Usa. Ieri Bruxelles ha presentato due testi legislativi, l’uno dedicato alla produzione di microprocessori, e l’altro per promuovere lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale, con lo scopo di rafforzare l’autonomia e la sovranità del Vecchio Continente nelle nuove tecnologie. Misure che si accompagneranno alla creazione di un fondo sovrano: il braccio finanziario che avrà il compito di investire in questi settori strategici.
«Non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che garantiscono il funzionamento dei nostri ospedali, la stabilità delle nostre reti energetiche e la sicurezza dei nostri servizi», ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
A tre anni dal Chips Act, la prima misura è il Chips Act 2.0, per promuovere la produzione in Europa dei microprocessori indispensabili per l’AI. Il testo legislativo «deve servire ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni, a rafforzare la cooperazione con i partner che condividono gli stessi principi e introdurre un nuovo marchio di eccellenza per le regioni europee specializzate nei semiconduttori».
Il secondo regolamento, “Cloud and AI Development Act”, punta invece a triplicare la capacità dei centri-dati in Europa nel giro di cinque-sette anni. Bruxelles ha giustificato il cambio di strategia con la rapida espansione dei chip per l’intelligenza artificiale, che secondo le stime dell’esecutivo comunitario arriveranno a pesare per oltre il 70% del mercato dei semiconduttori entro il 2030. Di contro, l’Ue produce meno del 10% dei semiconduttori a livello globale ed è quasi interamente dipendente dagli Stati Uniti e dall’Asia. Per ridurre la dipendenza dai paesi terzi, la Commissione ha proposto un meccanismo di appalti pubblici innovativi con cui la Pa venga incoraggiata a utilizzare chip progettati o prodotti in Ue. Non si tratta di una clausola Buy European, ma una preferenza industriale destinata a creare un mercato domestico iniziale. E visto che non c’è innovazione senza investimenti, un fondo sovrano ad hoc sarà chiamato a investire quote in società dell’energia, delle biotecnologie e delle più moderne tecnologie.
«La dotazione iniziale di tale meccanismo potrebbe provenire dai programmi di finanziamento dell’Unione europea o da contributi nazionali. Tuttavia, si potrebbe prendere in conto anche la possibilità di ricorrere in una certa misura a prestiti per ottenere un effetto leva», senza pesare sul debito pubblico degli Stati membri, specifica Bruxelles. La Commissione ha previsto inoltre di lanciare a luglio un invito a presentare proposte per le Gigafactory dell’IA.